Ribellione di mezza età
Tra i gesti di inconsulta ribellione che un giovane di mezza età potrebbe trovarsi a compiere, c’è quello di svuotare il frigorifero. Volevo quasi usare il termine pulire o riordinare ma mi rendo conto che il primo tiri in ballo operazioni profonde e semmai con l’ausilio di qualche prodotto specifico. Il secondo, riordinare presuppone che quanto ci si trovi difronte una volta aperta la porta abbia avuto in qualche momento un ordine al quale si voglia tornare o addirittura che si abbia un piano concreto per proporre qualcosa di migliore in tal senso.
Né una né l’altra, qui sto parlando di un raptus che si limita al buttare in un sacco nero tutto ciò che fino alla sera prima sembrava più che lecito si trovasse lì e anzi che con il passare del tempo si fosse guadagnato prima ospitalità, poi poco a poco cittadinanza e che infine si fosse impadronito dello spazio. Senza che ci fosse più nessuna possibilità di dubitarne in merito a necessità, condizione o possibile nocività qualora disgraziatamente anche solo se ne fosse considerato un utilizzo alimentare.
L’operazione stessa (e per operazione come si sarà capito faccio più riferimento a qualcosa da chirurgo dove c’è del sangue e la possibilità concreta di perire piuttosto che a qualcosa di calcolato e freddo. Un’operazione matematica) richiede velocità, sommarietà, distrazione, poco pensiero critico e voglia d’esagerare (quella raramente guasta).
L’ideale, il fuoriclasse, il virtuoso sarebbe in grado di portare a termine il tutto prima che si possano attivare zone cerebrali chiamate in causa ogni qualvolta all’equazione si sommi anche solo un briciolo di razionalità. Tre pennellate rapide. Una rock star che autografa il vinile di una ragazza facendo l’occhiolino all’amica più piacente. Due zampate di difesa da parte di un felino. Su per giù siamo là ecco.
Anche perché, siamo chiari, di raptus si tratta. Ciò che non andrà nel sacco nero a questo giro, quanto sopravviverà ne uscirà più forte. Se non ancora innalzato alla categoria di immortale, senz’altro a quella di gran classico del nostro frigo. Rappresenterà una dichiarazione d’intenti, una presa di posizione da difendere con forza e che lo scherno di qualche amica, così superficiale da fissarsi nella data di scadenza o da credere che l’ordine possa avere valore per chi invece ambisca a percorrere la propria vita in monociclo, non farà che accrescere in orgoglio.
Eccentrici, imprevedibili, rivoluzionari, fancazzisti, artisti, pigri o pazzi. A ognuno il suo. Che ognuno possa lottare per mantenere la propria postura anche semmai con ostinata noncuranza fino a quando non creda che sia il caso di cambiarla completamente, di iniziare nuovamente o, perché no di buttare tutto in un sacco nero per poi non decidere nulla e vedere come vada.
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"There are those who collect stamps, or matchboxes," he once told me. "You collect grudges"